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Il ghetto
romano si situa sulla riva sinistra del Tevere, tra l'isola
Tiberina el Campidoglio. È delimitato dalla via delle
Botteghe Oscure al norde, la via Arenula all'ovest, il Tevere
all'este ed il teatro di Marcellus all'ovest. È il luogo
di una vecchia instaurazione ebrea. Il ghetto a dire il vero
risale a 1556, sotto il papa Paolo IV: gli ebrei erano costretti
tutte le sere a rientrare nel recinto del ghetto, con coprire-fuoco.
In 1603. Le cinque porte del ghetto chiudevano a stendere del
sole e riaprivano all'alba. Il coprire-fuoco fu eliminato in
1848, dal papa Pio IX, e le pareti del ghetto abbattute in occasione
della riunificazione italiana. Oggi, la presenza ebrea rimane,
con una sinagoga vicino al Tevere. Da allora, le viuzze insalubri
in passato, sono state riparate.
Vista sulla
sinagoga
La
grande sinagoga di Rome – il
Tempio – costruita tra 1901 e 1904.
La
Comunità ebrea illustra le sue origini a 161 prima dell'era
volgare, quando Juda e Simone Maccabe, ambasciatori di loro padre
Mattatia, trasferiscono chiedere al senato romano un'alleanza contro
Antiochus Epifanio del Selecidi della Siria che pofanavano il tempio.
Numerosi Israeliti si installano, inizialmente nell'attuale Trastevere
riservato agli stranieri. Portano nei loro bagagli il rito in vigore
allora a Gerusalemme, rito che resterà invariato durante ventuno
secoli e che si qualificano come rito italiano.
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