Skip to main content

Basilica di San Clemente al Laterano

La Basilica di San Clemente al Laterano, dedicata al vescovo Clemente I (il terzo vescovo dopo Pietro, dal 92 al 99), si trova nella valle tra i colli dell’Esquilino e del Celio, lungo il percorso che conduce dal Colosseo al Laterano. Dal 1667 è sotto la protezione dei dominicani irlandesi.

È una delle chiese più interessanti di Roma, poiché tre edifici sono sovrapposti, ciascuno costruito su resti più antichi. In questo modo, vi si trova un magnifico riassunto della storia architettonica della città, che in due millenni si è elevata di diversi metri accumulando le pietre del passato.

L’essenziale da scoprire nella basilica:

  • Il livello superiore con il suo interno del XII secolo e i suoi mosaici e affreschi del XII secolo.
  • La basilica inferiore (del IV secolo e precedente) con i suoi affreschi medievali unici dell’XI secolo
  • Il mitreo romano e la domus romana antica
  • L’atrio con le sue colonne antiche.

L’esterno di San Clemente

Il campanile barocco a sinistra della chiesa risale all’inizio del XVIII secolo. In precedenza un antico campanile si trovava dall’altro lato.

L’ingresso ufficiale dalla piazza di San Clemente, riservato alle cerimonie, avviene attraverso il bel portale incorniciato da colonne romane. Conduce all’atrio, che oggi funge da chiostro, i cui portici eterogenei sono composti da varie colonne antiche.

La facciata sobria con la sua bella finestra centrale fu progettata da Carlo Fontana e costruita nel 1716 sopra gli archi del portico preesistente, sostituendo l’antica facciata in mattoni.

Basilica superiore e mosaico del XII secolo

Navata e pavimento della basilica superiore di San Clemente a Roma

La navata centrale, pavimento cosmatesco e Schola cantorum

L’interno ha conservato l’aspetto caratteristico dell’antica basilica romana, divisa in tre navate da colonne romane in marmo e granito, con capitelli ionici che sorreggono arcate. È coperta da un soffitto a cassettoni. Il pavimento in marmo policromo è un bell’esempio dello stile cosmatesco.
La parte superiore della navata, barocca con i suoi archi e colonnati, presenta rappresentazioni della vita di San Clemente.

Nell’abside, il magnifico mosaico dell’inizio del XII secolo raffigura il Cristo sulla croce affiancato dalla Vergine e da San Giovanni Evangelista. La croce è rappresentata come una vite, con figure di uomini, animali e vegetali. Dodici colombe rappresentano gli apostoli.
Sotto il mosaico, l’affresco del XIV secolo raffigura gli apostoli.

Precedente al presbiterio, si trova la schola cantorum del XII secolo, tipica delle basiliche paleocristiane, che reimpiega elementi della chiesa inferiore. In fondo, l’altare maggiore è sormontato dal ciborio medievale. Anche l’altare e la cattedra episcopale provengono dall’antica basilica.

Le cappelle laterali furono in parte costruite successivamente, al posto di ambienti del convento demoliti durante l’apertura della strada sotto Sisto V nel XVI secolo.
Nella cappella di Santa Caterina, all’estremità sud-est, Masolino da Panicale dipinse intorno al 1431 un bellissimo affresco dell’Annunciazione, probabilmente iniziato da Masaccio, morto nel 1428.

All’estremità nord-ovest, la cappella di San Giovanni Battista risale al 1450. Quella di San Cirillo, a nord-est, è del 1615 (dedicata a San Domenico nel 1715). Nel 1617 fu edificata la cappella del Santissimo Sacramento a sud-ovest, e quella di San Cirillo fu rimaneggiata nel 1886. Quest’ultimo è celebre per aver creato l’alfabeto glagolitico e per aver cristianizzato gli Slavi.

Basilica inferiore e i suoi affreschi medievali

Affreschi medievali, basilica inferiore di San Clemente, Roma

Gli affreschi medievali dell’XI secolo

La basilica inferiore custodiva già le reliquie di San Cirillo, l’evangelizzatore degli Slavi, che portò da Crimea a Roma le reliquie di San Clemente.

Gli affreschi dell’alto medioevo presenti sono di notevole interesse storico e artistico. In gran parte della fine dell’XI secolo, raffigurano soprattutto scene della vita di San Clemente.
Nel nartece, un affresco rappresenta la sopravvivenza miracolosa di un bambino trascinato dalla marea nel mar d’Azov, dove secondo la tradizione fu annegato San Clemente. Un altro illustra il trasferimento a Roma delle reliquie di San Clemente da parte di Cirillo.
Sulle pareti della navata centrale, un affresco racconta la leggenda di Alessio di Roma.

Un affresco particolarmente interessante, della fine dell’XI secolo, narra la Leggenda di Sisinnio, teatro di un miracolo di San Clemente. Vi si vedono i tre servi del patrizio Sisinnio che devono trascinare Clemente e Teodora (la moglie di Sisinnio) con catene per punire Clemente di aver convertito Teodora al cristianesimo. I tre servi, colpiti temporaneamente da cecità, trascinano in realtà una colonna di pietra mentre Clemente si libera.
Delle parole accompagnano l’affresco, in uno stile precoce di “fumetto”. Hanno un grande interesse linguistico, poiché Sisinnio usa la lingua del popolo, detta volgare (all’origine dell’italiano), mentre Clemente si esprime in latino.
Ad esempio Sisinnio dice: « Fili de le pute, traite, Gosmari, Albertel, traite. Falite dereto co lo palo, Carvoncelle!». Vi si nota chiaramente, oltre all’uso degli articoli, l’influenza della lingua romana popolare. Clemente gli risponde in latino « Duritiam cordis vestris, saxa traere meruistis »: A causa della durezza del tuo cuore, meriteresti di trascinare pietre.
La seconda parte pronunciata da Clemente somiglia a un latino “degenerato”, suggerendo che l’autore non dominasse pienamente il latino.

Mitraeum e resti antichi

Mitreo, basilica di San Clemente, Roma

Mitreo

Accanto alla basilica primitiva, probabilmente esisteva un atrio con quattro portici.
Sotto la chiesa si trovano diversi edifici antichi sui quali fu costruita: un magazzino (horreum) e una casa con un tempio pagano, che sono stati in parte riportati alla luce.
Il primo è formato da una grande struttura rettangolare in blocchi di tufo, del I secolo d.C. Aveva un piano superiore che fu distrutto per costruire la casa patrizia nel III secolo d.C. Comprendeva anche un cortile che non è stato scavato.
Un vicolo lo separa dalla casa romana. Nel cortile centrale di quest’ultima, del I secolo d.C., un Mitreo fu costruito verso la fine del II secolo, piccolo tempio dedicato al culto del dio Mitra (divinità originaria dell’Asia Minore).

Storia della chiesa

Le due chiese sovrapposte furono costruite sui resti di edifici antichi dell’epoca repubblicana, tra cui un magazzino e i resti di un tempio del II secolo dedicato a Mitra. Quest’ultimo si trovava in una casa del I secolo, che sarebbe appartenuta a Flavio Clemente, uno dei primi senatori romani a convertirsi al cristianesimo.

Verso la metà del III secolo, il piano superiore del magazzino (horreum) fu demolito per costruire una residenza patrizia. Sarebbe diventata il Titulus Clementi, dove i primi studiosi cristiani si riunivano, come negli altri tituli della città (di cui se ne conoscono 25).

A partire dalla fine del IV secolo, la piccola chiesa fu ampliata, assumendo la forma di basilica cristiana con una navata centrale e due laterali. All’inizio del V secolo, l’abside fu costruita sopra il tempio pagano. L’altare e la schola cantorum furono eretti nel VI secolo. Tra l’VIII e il IX secolo, fu decorata con colonne di marmo e affreschi.

Questa chiesa inferiore, riscoperta nel 1860 sotto l’attuale basilica, è di notevole interesse per i suoi affreschi, che costituiscono una delle più importanti raccolte di pittura murale paleocristiana.

In parte a causa delle distruzioni di questa zona della città causate dai Normanni di Roberto il Guiscardo nel 1084, l’attuale chiesa fu costruita all’inizio del XII secolo sotto papa Pasquale II dal suo cardinale Anastasio. Essa è fondata sulla parte inferiore dell’edificio precedente, il cui pavimento fu interrato di 4 metri. La sua larghezza è più modesta: le tre navate della nuova chiesa hanno la stessa larghezza dell’antica navata centrale.

Fu rinnovata sotto Clemente XI da Carlo Fontana, all’inizio del XVIII secolo, che rimaneggiò l’interno e costruì in particolare la facciata barocca, utilizzando colonne antiche di granito per il portico.

Cartina ed indirizzo

Indirizzo : Via Labicana, 95, 00184 Roma RM, Italie
Travelers' Map is loading...
If you see this after your page is loaded completely, leafletJS files are missing.
Clicca sulla freccia per localizzarti sulla mappa

Informazioni

Basilica di San Clemente al Laterano
Via Labicana, 95, 00184 Roma

Orari di apertura

Dal lunedì al sabato: 9:00 – 12:30 (ingresso fino alle 12:00) / 15:00 – 18:00 (ingresso fino alle 17:30)
Domenica e festivi: 12:00 – 18:00 (ingresso fino alle 17:30)
Consultare eventuali variazioni e aggiornamenti su: www.basilicasanclemente.com/calendario-orari-di-apertura-e-di-visita

Visite dei resti sotterranei
Un biglietto a pagamento consente l’accesso ai piani inferiori

Fonti e link per saperne di più

Galleria fotografica

Subscribe
Notificami
guest
0 Commentaires
Newest
Oldest Most Voted
Inline Feedbacks
View all comments