La basilica Santa Maria degli Angeli e dei Martiri si distingue per l’integrazione diretta di una chiesa in un vasto spazio delle Terme di Diocletian. I volumi monumentali antichi furono conservati. Il progetto fu condotto da Michelangelo nel XVI secolo, con un importante rifacimento della decorazione interna da parte di Vanvitelli nel XVIII secolo.
È dedicata non solo alla Vergine Maria ma anche ai martiri cristiani, in memoria delle tradizioni secondo cui dei cristiani sarebbero stati impiegati come schiavi durante la costruzione delle terme sotto Diocletian.
Oggi si integra nell’insieme urbano che collega le Terme di Diocleziano e la Piazza della Repubblica che separa la chiesa da via Nazionale.
Cenni storici, Michelangelo e Vanvitelli
Fu papa Pio IV (papa dal 1559 al 1565) a intraprendere nel 1561 la sistemazione di questa chiesa nell’imponente tepidarium e frigidarium, con la vasta sala voltata centrale delle Terme di Diocleziano. Queste furono costruite tra il 298 e il 306 d.C. sotto l’imperatore Diocletian e costituivano il più vasto complesso termale dell’antica Roma.
Michelangelo, attivo a Roma negli ultimi anni della sua vita, fu incaricato del progetto, proseguito dopo la sua morte nel 1564.
Il suo intervento rispetta ampiamente la struttura antica, conservando i volumi monumentali, costituendo un esempio significativo di integrazione di un edificio cristiano in un’architettura antica.
Modifiche furono realizzate intorno al 1750 da Vanvitelli, comprendendo in particolare la trasformazione del vestibolo e una riconfigurazione parziale dello spazio interno in uno stile più ricco.
Le decorazioni attuali sono ancora più recenti, con alcune opere provenienti da chiese abbandonate.
Architettura e opere
La facciata attuale, sobria e concava, è una realizzazione del XVIII secolo di Vanvitelli, vicino all’antica esedra del calidarium, che sostituì l’accesso del progetto iniziale integrato nei resti.
L’interno, grandioso e armonioso, ha forma di croce greca, con i bracci corrispondenti al corpo centrale del frigidarium delle terme antiche, con le tre campate voltate adattate per formare lo spazio liturgico principale.
Il vestibolo d’ingresso si trova nello spazio intermedio che conduceva al tepidarium, ristrutturato nel XVIII secolo.
Il transetto misura circa 100 metri di lunghezza, 27 metri di larghezza e 28 metri di altezza. È uno dei più vasti spazi coperti dell’antichità romana conservati.
Otto imponenti colonne di granito rosso sono originali, alte 14 metri e con un diametro di 1,5 metri. Questi monoliti provengono probabilmente dalle cave di Assuan in Egitto, il cui uso del granito è tipico degli edifici del III secolo.
Altre colonne in mattoni furono aggiunte per completare le strutture mancanti, stabilizzare e armonizzare l’insieme durante la trasformazione in chiesa.
Le opere più celebri della chiesa sono il Martirio di San Sebastiano del Domenichino e una meridiana astronomica realizzata nel 1702 di grande importanza scientifica. Quest’ultima fu realizzata da Francesco Bianchini su commissione di papa Clemente XI, per verificare la precisione del calendario gregoriano e misurare le variazioni dell’obliquità dell’eclittica.
La chiesa ospita anche altre opere importanti, tra cui dipinti di Pompeo Batoni e monumenti funerari di personalità come Salvator Rosa e Carlo Maratta.
Nel transetto sinistro una porta conduce a una piccola sala con i resti di spazi annessi delle terme, dove pannelli illustrano la storia dell’edificio.
Cartina ed indirizzo
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Informazioni
| Basilica Santa Maria degli Angeli e dei Martiri Piazza della Repubblica, 00185 Roma |
| Orari (possono cambiare) Dal lunedì al venerdì: 8.00 – 13.00 / 16.00 – 19.00 Sabato e domenica: 10.00 – 13.00 / 16.00 – 19.00 |
Fonti e collegamenti |
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