fontaine de trevi

Fontana di Trevi

All’inizio del XVIII secolo, la fontana di Trevi divenne un tema obbligatorio per molti architetti che risiedevano in Roma o ci passavano. L’Accademia di San Luca (oggi l’Accademia delle Belle Arti di Roma) ha organizzato concorsi, a cui hanno partecipato molti architetti italiani e stranieri, proponendo i loro diversi progetti.

Nel 1726 fu restaurato l’acquedotto dell’Aqua Vergine. Abbiamo un riferimento su una lapide della fontana dell’Aqua Paola del Gianicolo.

Nel 1731, Clemente XII Corsini rilanciò il progetto della fontana, organizzando un concorso per produrre una grande opera acquatica. Vi parteciparono numerosi artisti come Luigi Vanvitelli, Ferdinando Fuga, Nicola Salvi, Pietro Bracci, Giovan Battista Maini, Alessandro Galilei.
Alcuni progetti che volevano preservare la facciata del Palazzo Poli furono eliminati, scontento i Duchi di Poli che possedevano il palazzo.
Il contratto fu vinto da Nicola Salvi nel settembre 1732, in parte perché era più economico degli altri.

I lavori di costruzione eseguiti mescolano influenze barocche con una nuova moda di classicismo. Salvi ha ripreso l’idea di Papa Urbano VIII e Bernini, che è quella di raccontare, attraverso questa scena scolpita, la storia dell’acquedotto dell’Aqua Virgo.
Le opere furono finanziate per 17.647 corone, in parte raccolte dalla reintroduzione della lotteria a Roma.

Clemente XII la inaugurò nel 1735, durante i lavori. Dal 1740 al 1742, le opere furono nuovamente interrotte, per motivi imprecisi: forse a causa di un costo più elevato, o a causa dei litigi tra Salvi e Giovanni Battista Maini, lo scultore.
Benedetto XIV inaugurò la fontana una seconda volta nel 1744. La prima fase dei lavori terminò nel 1747, con le statue e le false roccia.
Nicola Salvi morì nel 1751 e Maini un anno dopo.
Giuseppe Pannini (architetto dell’acquedotto dell’Acqua Vergine) fu responsabile della conclusione del lavoro, ma fu licenziato a causa delle sue modifiche rispetto all’originale. Le tre piccole vasche sotto il carro sono la sua iniziativa. I lavori sono quindi nuovamente ritardati. Nel 1759 l’incarico fu affidato allo scultore Pietro Bracci, con l’aiuto del suo figlio Virginio.
La fontana è infine completata dopo l’esecuzione del gruppo scultoreo al centro, sotto il pontificato di papa Clemente XIII Rezzonico. Una terza inaugurazione ebbe luogo il 22 maggio 1762, dopo trent’anni di costruzione.
Dal primo schizzo di Maini e Bracci, le idee dell’Età dell’Illuminismo, provenienti dalla Francia, si infiltrarono a Roma. Si materializzarono con il cavallo nero e il cavallo creati da Bracci.

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